Definizione di un lessico apistico condiviso: Specie, Sottospecie, Razza ed Ecotipo.

…e poi “selvatico”, “domestico”, “ferale”, “varietà” ,“combinazione”, “ibridizzazione” , “allevamento” e “apiario”

Antonio Felicioli1, Gennaro Di Prisco2, Cecilia Costa3

1Dipartimento di Scienze Veterinarie, Università di Pisa. 2Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Portici, Napoli. 3Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente, Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria.

PREMESSA

Negli ultimi anni le produzioni apistiche sono diventate sempre più professionalizzanti, con specifici protocolli di gestione; basti pensare alle tecniche di produzione di pappa reale e a quelle più specialistiche di miglioramento e selezione delle regine. Anche nell’ambito delle organizzazioni nazionali del settore la discussione intorno allo sviluppo di produzioni sempre più specializzate fa si che gli apicoltori si trovino a confrontarsi con schemi di processo produttivo in cui la definizione delle fasi è fondamentale per la comprensione dei processi stessi. Tuttavia, nell’ambito dell’apicoltura professionale si assiste ad un continuo uso non corretto, non a torto, di termini diversi per descrivere lo stesso fenomeno o un unico termine per definire diverse entità o categorie.

In apicoltura sentiamo spesso parlare di razze o varietà, piuttosto che linee pure o ecotipi per non palare di allevamento zootecnico, colonia selvatica e ferale: è necessaria quindi una rideterminazione dei fenomeni che circondano l’ape e l’allevamento della stessa uniformando la terminologia e le didascalie, magari eliminando ciò che con quest’insetto non c’entra nulla. Ciò, a nostro avviso, renderebbe più facile il processo di sviluppo professionale che il mondo dell’apicoltura sta attraversando.

INTRODUZIONE

Gli Apoidei o comunemente “Api” sono una superfamiglia di imenotteri che raccoglie circa 20.000 specie nel mondo. La maggior parte di esse conduce una vita solitaria mentre poche altre mostrano una socialità più o meno spiccata fino ad Apis mellifera in cui è presente il polifenismo di casta e il polietismo, oltre che rientrare nella definizione di superorganismo. Gli Apoidei sono i principali insetti impollinatori e per “Api” (a livello internazionale, “Bees”) s’intende quindi l’insieme delle specie appartenenti alla superfamiglia Apoidea.

Gli apoidei sono divisi in 6 famiglie distinguibili per morfologia e comportamento. Una di esse è nominata “Apidae” in cui troviamo, tra le altre specie:

  • Le Api che fanno miele, o Api da miele (in inglese “honey bees”);
  • Le Api senza pungiglione (in inglese “stingless bees”); presenti nella maggior parte delle regioni tropicali e subtropicali del mondo (Australia, Africa, Asia sudorientale e la fascia tropicale delle Americhe);
  • I Bombi (in inglese “bumblebees”).

Le popolazioni di Api da miele possono essere raggruppate in tre gruppi in funzione dei rapporti con l’uomo e cioè:

  • Popolazioni di Api da miele che vivono libere in natura da sempre;
  • Popolazioni di Api da miele allevate dall’uomo (“managed”), che potrebbero derivare anche da api del primo gruppo;
  • Popolazioni di Api da miele tornate a vivere allo stato naturale e perciò definibili come ferali (“unmanaged”) a partire da popolazioni allevate.

DEFINIZIONI

Alloctono

Quando riferito ad una specie o una sottospecie, il termine si impiega quando la stessa è introdotta al di fuori della sua distribuzione naturale, per l’azione diretta o indiretta dell’uomo.

Apiario

E’ una delle prerogative moderne per l’esercizio dell’apicoltura. L’apiario consiste in un raggruppamento di un numero variabile di colonie in uno spazio ristretto (misure inferiori al metro tra una colonia e l’altra) per ottimizzare nello spazio e nel tempo le pratiche apistiche e per concentrare un alto numero di api da miele in una specifica area di interesse per la produzione di prodotti apistici e per il servizio di impollinazione. In natura, nell’ambito del genere Apis solo l’ape gigante (Apis dorsata Fabricius) risulta vivere anche in naturale aggregazione di colonie probabilmente in quanto non dipendenti dalla presenza di cavità o ripari. Nessuna delle altre specie appartenenti a questo genere mostra simili aggregazioni o perlomeno non ci sono ancora studi pubblicati mirati al ritrovamento ed alla descrizione di “apiari naturali”.

Apicoltura

L’allevamento dell’ape da miele consente di ottenere non solo l’elaborazione di ciò che le api raccolgono (miele, polline, e propoli) ma anche la produzione di due importanti prodotti ghiandolari, la gelatina reale e la cera che insieme all’allevamento, la commercializzazione di api regine e la selezione per il migliorare fenotipo e genotipo, rende questa pratica un’attività zootecnica.

Autoctono

In biologia, si intende per specie o sottospecie autoctona (o indigena) quando questa si è originata ed evoluta nel territorio in cui si trova, come risultato di soli processi naturali, senza intervento umano.

Domestico

In biologia, la domesticazione (o addomesticamento) è il processo attraverso cui una specie animale o vegetale è resa “domestica”, cioè dipendente dalla convivenza con l’uomo e dal controllo da parte di quest’ultimo. Generalizzando, è lo stato in cui si trovano gli animali e le piante, quando le condizioni di alimentazione e riproduzione sono fortemente regolate dall’uomo. Vivendo permanentemente con esso, gli forniscono lavoro e prodotti utili e sono dall’uomo stesso protette e sottratte alle vicissitudini della lotta per la sopravvivenza.

Attenendoci alla definizione, le api da miele allevate non sono dipendenti dall’allevatore, soprattutto per alimentazione e riproduzione, pertanto non possiamo parlare di api da miele domestiche, bensì ci troviamo ancora in una condizione di “Allevamento di selvatici”. Tuttavia, pur essedo ancora ben lungi dalla definizione di “ape domestica” possiamo intravedere la possibilità di un inizio di processo di domesticazione, inteso come un processo verso la dipendenza dall’uomo in itinere.

Ecotipo

L’ecotipo è una categoria che raccoglie individui con caratteristiche fenotipiche comuni frutto di variazioni clinali che dipendono da condizioni ecologiche diverse (e non geografiche come per la sottospecie). Ne risulta che, nel caso dell’ape da miele, vi siano potenzialmente “ecotipi montani” o “ecotipi di pianura” all’interno di una sottospecie o di diverse sottospecie. Metaforicamente e a titolo di esempio un’ape da miele di “montagna” calabra può essere dello stesso ecotipo dell’ape da miele di “montagna” friulana, indipendentemente dall’appartenenza ad una determinata sottospecie.

Razza

Il termine razza è una categoria non legata alla geografia e/o alle condizioni ecologiche. Può avere diversi significati secondo il contesto di utilizzo:

1 – In biologia è sinonimo di sottospecie (negli animali), di varietà o cultivar (nelle piante) e di linea o ceppo (per i microrganismi o colture cellulari);

2 – In zootecnia indica un gruppo di animali domestici (intesi come da definizione biologica) caratterizzato da tratti ereditari comuni. Le razze sono popolazioni artificiali create e mantenute dall’uomo per qualche scopo specifico attraverso un processo di selezione. Non si mantengono come tali in natura giacché non è per loro definibile un territorio di appartenenza se non per il luogo dove è partita la selezione da parte dell’uomo. Infatti, benchè sia definibile un territorio di appartenza, che è quello della popolazione locale da cui è partita la selezione ad opera dell’uomo, queste popolazioni possono essere mantenute dall’uomo al di fuori degli areali di origine.

Nel caso dell’ape da miele, la razza è un concetto quantunque inappropriato in quanto animale non domestico e da evitare per non incorrere in ambiguità di significato. Tuttavia, nella pratica apistica comune ci si confronta con la determinazione di particolari entità biologiche, come per esempio la Buckfast, la quale:

1 – È un costrutto artificiale?…sicuramente SI.

2 – Si manterrebbe come tale in natura?…sicuramente NO.

3 – È definibile per essa un territorio di appartenenza?…sicuramente NO.

Pertanto, la Buckfast è considerabile una “combinazione d’api” (o “combination bee”) così come viene definita nel resto d’Europa. Infatti, così la definiscono gli allevatori di Buckfast perché devono sempre aggiungere e ricombinare altrimenti non si mantiene tal quale senza introduzione periodica di nuovo materiale. Ed è anche per questo motivo che è critica la sua classificazione come “razza”.

Quindi, nella realtà produttiva apistica, le popolazioni di api da miele sono gestite spostando gli alveari o introducendo materiale genetico da territori diversi. Ciò renderebbe opportuno, a vantaggio degli allevatori stessi, essere esattamente consapevoli di ciò che si alleva e si sposta, e cioè potenzialmente: una sottospecie, un ecotipo o una combinazione.

Selvatico

Il termine si riferisce ad un animale che appartiene ad una specie non domestica, libero di vivere nel suo habitat naturale, occupando la nicchia ecologica tipica della sua specie e che abbia la possibilità di manifestare tutti i comportamenti che fanno parte della sua specie.

Specie

In biologia, è l’unità base di classificazione ed è una categoria tassonomica di un organismo e della biodiversità. Una specie è definita come il gruppo di organismi in cui due individui di sesso appropriato possono riprodursi dando vita a prole illimitatamente feconda, tipicamente attraverso la riproduzione sessuale. Nel caso delle api, come è noto, esiste la specie Apis mellifera L. dove “Apis” è il nome del genere e Apis mellifera è il nome della specie, mentre per “L.” si intende l’iniziale del nome di colui che ha descritto la specie per la prima volta, nel nostro caso Linneo.

Nonostante questa definizione molto stringente, bisogna considerare che la specie è in realtà un concetto molto più ampio, e che, secondo gli esseri viventi considerati, può essere descritta come insieme di individui che conservano una particolare morfologia condividendone la filogenesi. Quando due specie diverse si incrociano talvolta possono dare origine a “ibridi interspecifici” generalmente sterile. Tuttavia, eccezionalmente alcuni ibridi interspecifici possono essere anche fertili.

Sottospecie

In biologia, è una categoria tassonomica costituita da una o più popolazioni differenziate dalle altre della stessa specie per un insieme di caratteri diagnostici fenotipici ereditari e formatesi per l’azione selettiva di vari fattori solitamente legati alla presenza di barriere geografiche (allopatria) che separano le popolazioni stesse, impedendo così il flusso genico. Da un punto di vista evolutivo possono essere considerate dei “lavori in corso” nel processo di speciazione. Nel caso delle api da miele (Apis mellifera L.) per es. la sottospecie A. m. ligustica e, limitatamente alla Sicilia, A. m. siciliana.

Gli individui di sottospecie diverse si possono accoppiare naturalmente o con l’intervento dell’uomo e dare prole fertile, in questo caso parliamo di “ibridi sottospecifici” o “incroci sottospecifici”. E’ utile far notare che la parola “ibrido” è semplicemente un sinonimo di incrocio di entità tassonomicamente diverse, come le specie o le sottospecie. Infatti, esistono anche gli ibridi intergenerici (tra due generi diversi) o, più raramente “ibridi interfamiliari” (tra due famiglie).

Varietà

Livello tassonomico sotto alla specie, usato in botanica. Le varietà sono solitamente il risultato di selezione dell’uomo. Il termine non è riconosciuto dal International Code of Nomenclature for Cultivated Plants, che lo sostituisce con “cultivar”, prendendo atto che viene usato in atti legislativi come sinonimo.

Nella nomenclatura zoologica l’unico rango accettato sotto al livello di specie è la sottospecie. I nomi attribuiti a “varietà” prima del 1961 sono stati attribuiti a sottospecie. Le varietà descritte dopo il 1960 non esistono formalmente. L’ International Code of Zoological Nomenclature è una convenzione zoologica ampiamente condivisa che detta l’attribuzine di nomi scientifici a organismi animali.

Per le api, così come per gli altri animali, non esistono varietà ma sottospecie.

Zootecnia

Per allevamento zootecnico si intende qualsiasi allevamento di animali che produce beni o servizi destinati al mercato, ivi compresi gli allevamenti di selvaggina, animali da pelliccia, stazioni di sosta con carattere continuativo con esclusione degli animali da affezione e degli allevamenti familiari che producono beni per l’autoconsumo.